Ad Aquileia i fasti dell’antica Roma hanno anche il sapore del vino tipico della zona. Qui, infatti, il vitigno Refosco dal peduncolo rosso è considerato uno dei più antichi d’Italia, apprezzato già dai Romani.
Visitare la città significa fare un viaggio in uno dei luoghi più importanti della storia antica e anche se la cittadina non è di grandi dimensioni, il suo valore culturale è enorme e rinomato nel mondo. Non a caso, Aquileia è riconosciuta come patrimonio UNESCO proprio per la rilevanza e la bellezza archeologica. La città è stata uno dei principali centri di diffusione del cristianesimo in Europa, con un ruolo chiave nei primi secoli dopo Cristo. I meravigliosi pavimenti a mosaico della Basilica Patriarcale ne sono una testimonianza visiva di grande impatto.
Per tutti gli amanti della storia, dell’arte e del buon vino Aquileia è una meta perfetta. Questo angolo del Friuli Venezia Giulia regala emozioni uniche.

Aquileia venne fondata nel 181 a.C. e sotto l’Impero divenne un centro nevralgico della potenza romana. La colonia, infatti, diventò strategica per il commercio e per la difesa nel nord-est dell’Italia e nel IV poteva essere considerata come una delle città più importanti di tutto l’Impero, insieme a Roma e Milano. Gli Unni guidati da Attila la devastarono 452 d.C.
La possibilità di vedere ancora oggi meravigliosi e rilevanti resti di quegli anni fiorenti dimostra che il prestigio della cittadina era grande. Aquileia, infatti, è stata crocevia tra Mediterraneo, Europa centrale e Balcani e un centro fondamentale per la diffusione del Cristianesimo nel nord Italia.
Chi si reca in questa sorprendente città friulana non può che restare stupito. L’area archeologica consente di camminare tra i resti del foro romano, del porto fluviale, delle domus con pavimentazioni musive, delle antiche strade romane, delle terme. Vale la pena visitare anche il Museo Archeologico, dove sono esposti reperti di pregio come oggetti di uso quotidiano, iscrizioni, sculture.
Fiore all’occhiello della città è senza dubbio il complesso della Basilica Patriarcale: qui i pavimenti completamente ricoperti di mosaici paleocristiani, tra i più grandi e meglio conservati al mondo, lasciano davvero a bocca aperta. Su di essi sono raffigurati con eccezionale nitidezza simboli della cristianità, scene della storia biblica e rappresentazioni allegoriche dal valore artistico inestimabile. Il Palazzo episcopale, le cripte, il battistero e la Südhalle con pavimentazione a mosaico e la raffigurazione del pavone sono mete imperdibili.
Il Refosco dal peduncolo rosso è un vitigno a bacca nera molto antico e autoctono di questa zona friulana. Il suo nome deriva dal fatto che il gambo del grappolo (peduncolo), a maturazione, assume una colorazione rossastra: è il segno distintivo di questa varietà rispetto ad altri Refoschi.
È considerato erede di vitigni antichissimi della zona di Aquileia e, secondo alcune teorie, potrebbe essere legato al vino romano Pucinum, famoso già ai tempi di Augusto e pare molto apprezzato da sua moglie Livia.
La culla di questo vino rosso, considerato tra i più interessanti del Friuli, si trova nelle province di Udine, Pordenone e Gorizia. Tra le principali denominazioni ci sono la DOC Friuli Aquileia, la DOC Friuli Colli Orientali, la DOC Friulia Grave, la DOC Isonzo, la DOC Latisana.
Dopo aver passeggiato tra le rovine e le meraviglie di Aquileia, una sosta con un calice di Refosco è quello che ci vuole.
Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.
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