Un bellissimo borgo medievale con una cultura vinicola davvero interessante: scopri questo gioiello delle Marche

Violetta Silvestri  | 14 Apr 2026
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Sulle colline marchigiane, Montefiore dell’Aso è un grazioso borgo ricco di storia. Come tanti altri posti della regione, anche questo paesello vanta una interessante e solida tradizione vinicola. Rosso Piceno (anche Superiore), Falerio DOC, Offida DOCG (in particolare Pecorino e Passerina) e Terre di Offida DOC sono denominazioni che raccontano al meglio le produzioni vinicole di pregio delle Marche. E, nello specifico, delle vigne di Montefiore dell’Aso.

Questa località in provincia di Ascoli Piceno fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”, molto apprezzato per il centro storico perfettamente conservato, con mura, porte e torri medievali, musei e opere d’arte incantevoli. Inoltre,l’atmosfera autentica e tranquilla, lontana dal turismo di massa rendono il borgo una meta ideale per chi cerca relax all’insegna della bellezza e della bontà.

Montefiore dell’Aso è un gioiello di arte e storia

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Uno dei borghi più suggestivi delle Marche accoglie i visitatori in un’atmosfera autentica e ricca di sorprese. A Montefiore dell’Aso, infatti, è possibile trovare il giusto mix di conoscenza storica, scoperta artistica ed enogastronomica, benessere tra scorci del passato ancora integri e panorami. La sua posizione è strategica: poggia su una collina a circa 400 metri di altitudine, tra le valli dei fiumi Aso e Menocchia e a circa 10–15 km dal mare Adriatico.

Il paese è spesso descritto come un “museo a cielo aperto”: vicoli in pietra, panorami vasti e ritmo lento lo rendono ideale per passeggiate romantiche o con bambini, turismo culturale, relax tra natura e tradizione. Perdersi nel centro storico è la prima esperienza da non perdere. Poi, all’interno della Chiesa di San Francesco con la sua facciaata in stile romanico-gotico, da visitare assolutamente c’è un complesso museale molto interessante con opere d’arte rinascimentale, mostre sulla civiltà contadina, sezioni dedicate alla cultura locale. Qui il trittico della meravigliosa pala d’altare datata 1474 del pittore veneto Carlo Crivelli stupisce.

Il cuore del borgo è senza dubbio la Collegiata di Santa Lucia. Entrando si è catturati dalle decorazioni in stile tardo gotico-barocco.

Montefiore dell’Aso, inoltre, conserva sei torri difensive, tratti di mura ben conservati, porte antiche d’ingresso. La sensazione è di entrare in un’epoca lontana.

Infine, da non dimenticare che il cuore delle Marche rurali è qui: vino pregiato e locale, olive ascolane, formaggi e salumi artigianali sono da provare. Magari, in una trattoria tipica nel borgo.

L’identità locale del borgo si riflette nel suo buon vino

Il vino di Montefiore dell’Aso è tipicamente legato alla tradizione vinicola marchigiana, con una forte identità locale.

Nel borgo si possono scoprire diverse denominazioni vitivinicole, tutte rortemente radicate al territorio della Valdaso. La zona è nota per la produzione biologica e vitigni autoctoni come Montepulciano, Sangiovese, Pecorino e Passerina. Le aziende vinicole di questa area coltivano la vigna prevalentemente in collina, tra i 150 e i 450 metri sul livello del mare, beneficiando della vicinanza al mare e alle montagne.

Il protagonista assoluto della zona è il Rosso Piceno: blend di Montepulciano e Sangiovese, colore rosso rubino intenso, gusto strutturato ma equilibrato sono le sue caratteristiche. Da provare, poiché tipici della zona, anche il bianco Falerio DOC prodotto da Trebbiano, Passerina e Pecorino; l’Offida DOCG che include le tipologie Pecorino (bianco strutturato) e Passerina, le tipologie di Terre di Offida DOC, con bianchi spumantizzati e passiti.

In generale, il vino rosso di Montefiore dell’Aso si presenta corposo, leggermente tannico e il bianco fresco, aromatico, molto bevibile.

Per gustarlo al meglio il consiglio è di visitare una cantina della zona.

Violetta Silvestri
Violetta Silvestri

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.




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