Andiamo alla scoperta delle denominazioni del vino per bere in maniera consapevole

Stefano Meconi  | 25 Mar 2026

Il vino è una cosa seria, soprattutto per noi italiani che con la nostra ampia produzione allietiamo i palati e scaldiamo i cuori di tutto il mondo. Proprio perché i nostri vini sono di altissima qualità, è importante conoscerne le giuste denominazioni  e avere una buona consapevolezza di ciò che stiamo degustando. Infatti, se  per molti appassionati le indicazioni poste sulle etichette rappresentano un elemento fondamentale su cui basarsi per la scelta del vino, per altri rimangono un mondo incognito sul quale è difficile far chiarezza. Le diverse denominazioni associate ai vini ne certificano la qualità, tenendo conto del processo produttivo e dell’origine delle materie prime, proteggendo il lavoro delle aziende produttrici. Andiamo a conoscerle nello specifico e a vedere quali sono le eventuali differenze che le contraddistinguono

DOP – Denominazione di Origine Protetta

L’acronimo DOP sta per Denominazione di Origine Protetta ed è associato a tutti quei prodotti le cui caratteristiche dipendono, tutto o in parte, dall’ambiente geografico in cui sono prodotti. Caratteristica imprescindibile affinché il vino ottenga tale denominazione è che il processo produttivo avvenga all’interno di quella determinata zona. I prodotti (sia agricoli che alimentari) con il riconoscimento DOP sono soggetti a rigide regole produttive il cui rispetto è garantito da uno specifico organismo di controllo.

IGP – Indicazione Geografica Protetta

La denominazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) è un marchio di origine che viene attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica. A differenza dei prodotti DOC, la cui fase di produzione deve necessariamente avvenire all’interno di un determinato territorio, per conseguire il marchio IGP è sufficiente che una sola fase del processo produttivo venga effettuato nell’area indicata dall’Ente.

Nello specifico mentre il marchio DOP è attribuito a quei prodotti ottenuti e confezionati nel territorio d’origine dichiarato,  il marchio IGP certifica che solo le fasi che danno al prodotto un carattere peculiare sono legate alla zona d’origine La disciplina per l’attribuzione del marchio IGP è quindi maggiormente permissiva, ma entrambi i marchi sono sottoposti a controlli da parte degli enti preposti al fine di ottenere tale riconoscimento. Per ottenere la certificazione IGP è sufficiente dimostrare che una qualità, la reputazione o un’altra caratteristica del prodotto sia attribuibile all’origine geografica.

DOC – Denominazione di Origine Controllata

Vino biologico, naturale o biodinamico

L’acronimo DOC sta per Denominazione di Origine Controllata, questa è stata la prima certificazione a tutelare i prodotti in base all’unicità delle caratteristiche. Tale acronimo non è considerato un vero e proprio marchio, poiché accomuna una vasta gamma di prodotti, ma nello specifico certifica vini prodotti in una zona geografica delimitata, secondo uno specifico disciplinare di produzione.

La procedura a cui  ci si deve attenere affinché un vino sia denominato con l’acronimo DOC è più restrittiva di quelli con marchi IGT, ma meno rigida di quelli con marchio DOCG, poiché questi ultimi devono possedere anche altri requisiti specifici. Sulle etichette dei vini DOC deve necessariamente essere presente:

  • Zona di produzione
  • Tipologia di vitigno
  • Metodi di coltura utilizzati
  • Metodi di vinificazione
  • Concentrazione alcolica
  • Produttività per ettaro
  • Caratteristiche organolettiche

Anche se questa sigla non è più utilizzata in maniera ufficiale, poiché per la legge europea la denominazione è ora compresa nell’acronimo DOP, viene comunque consentita a titolo di menzione specifica tradizionale.

DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita

Con la sigla DOCG si indica un prodotto di “Denominazione di Origine Controllata e Garantita”. La DOCG comprende vini prodotti in specifiche zone geografiche nel rispetto di un severo disciplinare di produzione approvato da Decreto Ministeriale. Affinché un vino sia riconosciuto con l’acronimo DOCG, deve aver ottenuto da almeno 5 anni la Denominazione di Origine Controllata. Sia i vini DOC che quelli  DOCG, devono necessariamente essere sottoposti ad un analisi chimico-fisica ed organolettica che certifichi il rispetto di tutte le procedure stabilite. La classificazioni delle denominazione dei vini ha subito una netta variazione nel 2010, poiché tutti i vini qualificati come DOC e come DOCG sono stati unificati in DOP.

In aggiunta, sempre a partire dallo stesso anno, l’istituzione di queste nuove  denominazioni deve essere approvata dall’Unione Europea e non più dai singoli Paesi (che hanno una funzione di proposta). Seppur conoscere e approfondire queste denominazioni può sembrare un’impresa non semplice, è comunque un primo inizio per affacciarsi al mondo di Bacco e apprezzare una cosa tanto piacevole quanto complessa come quella del vino.

Stefano Meconi
Stefano Meconi



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