I 3 abbinamenti cibo-vino che non passeranno mai di moda: tu li sapevi?

Violetta Silvestri  | 26 Feb 2026
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Abbinare cibo e vino è un’arte fatta di equilibrio sensoriale e conoscenza che si esprime in molti modi. Gli esperti di enologia sanno che esistono essenzialmente due criteri validi per associare pietanze a bottiglie in modo da esaltare il gusto del piatto e della bevanda: quello per concordanza e l’altro per contrapposizione. Il risultato deve essere lo stesso: gratificare la cucina, la cantina e l’esperienza sensoriale della persona.

Sono diverse, quindi, le strade che si possono intraprendere quando si deve decidere quale vino affiancare al piatto. Tuttavia, pur nell’ampia scelta di tecniche e di etichette da prediligere, ci sono 3 abbinamenti che è difficili sbagliare. Questa triade di associazione cibo-vino è considerata intramontabile. Probabilmente, anche chi non è esperto di vini la conosce.

1. Vino bianco e pesce: un classico, ma occhio alla scelta

L’abbinamento classico per eccellenza è quello del pesce con il vino bianco. In generale, questa opzione resta inossidabile perché le pietanze a base di pesce risultano delicate e non sono strutturate come quelle di carne. La delicatezza e la freschezza del piatto di mare verrebbe sovrastata da un vino rosso di corpo e, quindi, rovinerebbe il sapore del pesce.

Naturalmente la tipologia e le ricette di pesce sono svariate e ognuna richiama l’abbinamento di un determinato tipo di bianco, in grado di esaltare quel tipo specifico di pietanza.

Per esempio, piatti leggeri a base di pesce bianco cotto alla griglia o al vapore si affiancano perfettamente a vini bianchi secchi, giovani freschi e leggeri come il Vermentino, il Pinot grigio o il Gavi. I crostacei e i molluschi, invece, si sposano meglio con vini bianchi morbidi, aromatici o con spumanti. Se il pesce è cucinaato in salsa rossa richiede un vino bianco secco più strutturato o vini rosati. Infine, un piatto a base di salmone o tonno, considerati pesci grassi, si abbina con vini di maggiore struttura come uno Chardonnay.

2. Vino rosso e selvaggina, per non sbagliare mai

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Secondo gli esperti, la carne di selvaggina con un calice di rosso strutturato è un abbinamento che non passerà mai di moda. Nello specifico, i piatti a base di selvaggina arrosto da pelo vogliono un vino rosso deciso. I migliori vitigni che esaltano pietanze come arrosti di cinghiale, lepre, capriolo, camoscio sono Cabernet, Pinot nero, Sangiovese, Nebbiolo. Quando il sapore aromatico dei piatti è deciso, vini ancora più decisi come un Nobile di Montepulciano sono consigliati.

Per esempio, per gustare al meglio piatti di cinghiale, capriolo, cervo, daino profumati e saporiti, i vini rossi tipo Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino sono adeguati. Gli esperti suggeriscono anche Taurasi o Lagrein invecchiati.

3. Spumante dolce e lievitati per finire il pasto in dolcezza

L’abbinamento tra spumante dolce e lievitati rientra nella categoria dei grandi classici. La coppia funziona perché la dolcezza e la bollicina accompagnano la morbidezza dell’impasto e “alleggeriscono” burro, uova e zucchero.

Per esempio, dolci della tradizione italiana come pandoro, panettone e colomba richiamano vini dolci, aromatici e solitamente spumantizzati (Moscato d’Asti, Asti Spumante, Malvasia, Recioto di Soave spumante) per pulire il palato dalla grassezza. Per versioni più ricche o farcite, si abbinano passiti come il Moscato Rosa o il Recioto. Anche il pan di spagna e il babà si esaltano con spumanti dolci.

 

 

Violetta Silvestri
Violetta Silvestri

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.




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