Il vino fa alzare la pressione? Verità e falsi miti

Violetta Silvestri  | 20 Mar 2026
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“È la dose che fa il veleno”, recita una massima attribuita a Paracelso. Lo stesso può dirsi per il vino e, nello specifico, per il legame causa-effetto dell’alcol sulla pressione sanguigna. Ormai è scientificamente provato che più si fa uso di bevande alcoliche – anche di vino bianco o rosso – maggiore è il rischio di soffrire di ipertensione.

Il dettaglio, però, è fondamentale per non creare allarmismi o falsi miti: non è assolutamente vietato gustare del buon vino durante la settimana o nelle serate in compagnia. L’importante, come in tutte le cose, è non esagerare e tenere sempre sotto controllo la propria salute.

In generale, quindi, si può subito mettere in chiaro che non abusare di vino, soprattutto concentrando le bevute in pochi giorni come quelli del fine settimana, e attestarsi a un livello di alcol considerato non rischioso sono le regolo d’oro da rispettare. Il vino, quindi, fa alzare la pressione? Cosa c’è da sapere tra verità medico-scientifiche e leggende.

Quando il vino fa alzare la pressione? La parola ai medici

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La Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa è chiara al riguardo: “studi epidemiologici dimostrano una relazione diretta tra consumo di alcol e l’incremento dei valori pressori. Il rischio di ipertensione aumenta sia negli uomini che nelle donne se il consumo di alcol supera 1-2 bicchieri al giorno”. 

Secondo questi esperti, ci sono alcuni accorgimenti vitali da osservare per far diventare un brindisi o una bevuta durante i pasti davvero piacevole e benefica: evitare di concentrare l’alcol permesso in pochi giorni; non bere vino per almeno due giorni a settimana; bere con lentezza; imparare a controllarsi e sapere qual è il limite di alcol sopportato.

Alcuni ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, inoltre, hanno condotto uno studio secondo il quale il rapporto tra pressione alta e consumo di vino (alcol in generale) sia lineare, non legato unicamente alla quantità. Le indicazioni italiane stabiliscono che 2 unità alcoliche al giorno per gli uomini e 1 unità alcolica al giorno per le donne sono a basso rischio. Per unità alcolica si intende un bicchiere di vino (125 ml a 12°).

Da evidenziare, quindi, che subito dopo aver bevuto può esserci una lieve diminuzione temporanea della pressione. Tuttavia, con il consumo regolare la pressione tende ad aumentare, soprattutto con più di 2 bicchieri al giorno. Attenzione, poi, al concomitarsi di più fattori: esagerare con l’alcol e con il vino è dannoso per la salute e la pressione se si è in sovrappeso, si soffre di altre patologie del cuore, si usano dei farmaci particolari, si mangia molto saporito.

I falsi miti su vino e pressione

Sugli effetti del vino per la salute si sono dette e scritte molte informazioni sbagliate o inesatte. Di seguito, alcuni miti da sfatare assolutamente per non cadere nella trappola dell’inganno e bere vino con consapevolezza e tranquillità.

Il vino rosso fa bene

Il vino rosso contiene antiossidanti come il resveratrolo, ma questo non significa che apporti benefici alla salute. Secondo la Fondazione Veronesi, per esempio, bere alcol non fa assorbire le giuste quantità di antiossidanti e quindi abusarne è dannoso.

Inoltre, il vino rosso contiene sostanze utili (come i polifenoli), ma non è un farmaco. In quantità moderate può non dare effetti negativi, ma non cura la ipertensione arteriosa.

Vino e alcol aiutano a dormire

Bere vino può abbassare momentaneamente la pressione e indurre sonnolenza. Tuttavia, l’alcol influisce sulla qualità del sonno e prpvoca spesso una sensazione di stanchezza al risveglio.

Solo i superalcolici fanno alzare la pressione, il vino no

L’affermazione è errata. Tutte le bevande alcoliche, incluso il vino, possono aumentare la pressione se costantemente ingerite nel lungo periodo. Anche l’uso del vino oltre le dosi minime a basso rischio, quindi, può influire sulla salute del cuore.

Bere vino solo nel weekend non influisce

Questo è un falso mito sottolineato da molti esperti, che vogliono allertre soprattutto i giovani. Il consumo concentrato di vino (“binge drinking”) può infatti far salire la pressione improvvisamente e aumentare il rischio cardiovascolare.

Violetta Silvestri
Violetta Silvestri

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.




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